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Come riconoscere una bolla prodotta dall’osmosi ?

Innanzitutto la bolla da osmosi è necessariamente rotonda perché la pressione all’interna della bolla è uniforme verso tutte le direzioni.

In queste bolle possono esservi presenti residui di resina non indurita, induritori e leganti delle stuoie in fibra di vetro. L´acqua che penetra per diffusione attraverso il gel coat nel laminato (molecole di acqua) scioglie i residui presenti nelle bolle. La concentrazione dei residui in questione è maggiormente elevata nel liquido che si forma rispetto all´ambiente circostante del laminato.

A questo punto inizia il processo di osmosi - le concentrazioni diverse tentano di compensarsi. Poiché però le molecole di acqua pura sono più piccole di quelle della soluzione, queste possono penetrare più facilmente e velocemente attraverso il laminato. Le bolle con i residui sciolti in esse sottraggono al laminato nell´ambiente circostante l´umidità, accumulandola al loro interno. Quando le bolle sono piene, esercitano una pressione gonfiandosi e formando così le tipiche bolle di osmosi nel gel coat.

Prima di procedere alla prevenzione dell´osmosi, è necessario eliminare accuratamente la vernice vecchia fino a giungere al gel coat. Quest’ultimo deve essere leggermente molato e deterso.

Successivamente si procede alla verifica degli eventuali danni che il fenomeno osmotico può avere causato. Si applica quindi uno speciale primer epossidico come strato di protezione (per bloccare l’assorbimento delle molecole di acqua), ricostruendo la carena con almeno 5 – 6 strati prima di applicare la nuova antivegetativa come effettiva verniciatura finale.

Importante durante la ricostruzione è il materiale utilizzato, che dovrebbe essere in ogni caso a base epossidica, poiché solo tale materiale è assolutamente impermeabile. Inoltre un ruolo determinante è quello della temperatura dell’ambiente dove viene eseguito il lavoro.

Una temperatura troppo bassa nel corso della lavorazione, o successivamente durante la fase di indurimento e solidificazione del materiale utilizzato, vanifica tutto il processo di restauro.

Infatti la catalizzazione delle resine poliesteri, per dare un buon risultato, deve avvenire in condizioni di temperature comprese tra i 15 e 25° celsius, e l’umidità ambientale relativa non deve superare il 55%.

Inoltre, tutto il procedimento deve avvenire “bagnato su bagnato”, cioè dall’inizio del processo di lavorazione, l’applicazione del gel-coat alle successive stratificazioni, deve essere dato alle resine il tempo necessario per catalizzare, ma non di vetrificare.

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